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Costretti a sanguinare: Il romanzo del punk italiano 1977-1984

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In Costretti a sanguinare, pubblicato per la prima volta nel 1997, Philopat racconta i suoi vent'anni e la stagione dello "storico" Virus di via Correggio 18, quando Milano era una delle vere capitali del punk in Europa. È una narrazione "senza punti né virgole, come avviene naturalmente nelle conversazioni, un flusso di coscienza spezzettato simile al balbettio di un orat In Costretti a sanguinare, pubblicato per la prima volta nel 1997, Philopat racconta i suoi vent'anni e la stagione dello "storico" Virus di via Correggio 18, quando Milano era una delle vere capitali del punk in Europa. È una narrazione "senza punti né virgole, come avviene naturalmente nelle conversazioni, un flusso di coscienza spezzettato simile al balbettio di un oratore concitato. La rappresentazione di un vivace dialogo con un interlocutore attento". Senza pause né segni grafici, solo ritmo: "Un modo perdare più importanza alle parole". La scrittura febbrile e insieme lucida di Philopat mette in scena la rabbia di migliaia di giovanissimi, serbatoio di tanti movimenti futuri. Il romanzo di un'epoca diventa anche la migliore testimonianza "dall'interno" sui punk, o "punx", in Italia.


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In Costretti a sanguinare, pubblicato per la prima volta nel 1997, Philopat racconta i suoi vent'anni e la stagione dello "storico" Virus di via Correggio 18, quando Milano era una delle vere capitali del punk in Europa. È una narrazione "senza punti né virgole, come avviene naturalmente nelle conversazioni, un flusso di coscienza spezzettato simile al balbettio di un orat In Costretti a sanguinare, pubblicato per la prima volta nel 1997, Philopat racconta i suoi vent'anni e la stagione dello "storico" Virus di via Correggio 18, quando Milano era una delle vere capitali del punk in Europa. È una narrazione "senza punti né virgole, come avviene naturalmente nelle conversazioni, un flusso di coscienza spezzettato simile al balbettio di un oratore concitato. La rappresentazione di un vivace dialogo con un interlocutore attento". Senza pause né segni grafici, solo ritmo: "Un modo perdare più importanza alle parole". La scrittura febbrile e insieme lucida di Philopat mette in scena la rabbia di migliaia di giovanissimi, serbatoio di tanti movimenti futuri. Il romanzo di un'epoca diventa anche la migliore testimonianza "dall'interno" sui punk, o "punx", in Italia.

30 review for Costretti a sanguinare: Il romanzo del punk italiano 1977-1984

  1. 4 out of 5

    Wu Ming

    WM1: Quel giorno partimmo da Bologna su un'auto a noleggio io, WM5, Tommaso e Tano (personaggio del racconto Carcajada profunda y negra). Avevamo in mente un'impresa da Guinness: durante il viaggio, a turno, avremmo letto a voce alta il romanzo-culto La stanza mnemonica di Oscar Marchisio. Forse, con l'attenzione e la collaborazione dell'intero abitacolo, finalmente (dopo anni!) saremmo riusciti a capire di che cazzo parla quel libro. Gettammo la spugna poco dopo Modena. A sconfiggere le nostre WM1: Quel giorno partimmo da Bologna su un'auto a noleggio io, WM5, Tommaso e Tano (personaggio del racconto Carcajada profunda y negra). Avevamo in mente un'impresa da Guinness: durante il viaggio, a turno, avremmo letto a voce alta il romanzo-culto La stanza mnemonica di Oscar Marchisio. Forse, con l'attenzione e la collaborazione dell'intero abitacolo, finalmente (dopo anni!) saremmo riusciti a capire di che cazzo parla quel libro. Gettammo la spugna poco dopo Modena. A sconfiggere le nostre velleità, come accaduto altre volte, la frase a pag.22: "L'aria giungeva nella cucina, trasformando l'odore del minestrone in un sottile CD-room [sic] di verdure appena raccolte, bagnate e tritate". La zingarata proseguì senza Marchisio, lungo la via Emilia e poi, dopo Milano, verso il confine. Mendrisio: centro sociale pulito da girarci con le pattìne, in Italia ho visto alberghi a tre stelle più malmessi. Poco dopo il nostro arrivo beccammo Marco, lo accompagnava un amico che sapeva un sacco di cose su Gagarin e il programma spaziale sovietico. Cosmonauti fluttuavano nel tramonto. L'iniziativa era all'aperto e fu lunga, partecipata, bellissima. Philopat era in grande spolvero e ben rodato (per lui era la 43esima presentazione de La banda Bellini). L'abbinamento diede la stura alla voglia di discutere, i due libri erano solo pretesti, ci pungolammo e rispondemmo su narrazioni, miti, movimenti, produttori cinematografici, autoproduzioni, letteratura d'autore, letteratura di generi. I nostri interventi si completavano in maniera mirabile, fummo passionalmente logorroici, rovesciammo sul tavolo paioli di libere associazioni, come quando nel noto film rovesciano la polenta e dentro c'è Fantozzi. Philopat ricordò le discussioni tra me e lui sulle vecchie BBS, nei primi anni Novanta, dopo l'uscita dell'Antologia Cyberpunk della ShaKe. Diverse ore dopo c'erano ancora domande e interventi e così, annunciando la fine della presentazione vera e propria, invitammo chi voleva proseguire a raggiungerci in una saletta del circolo. Rispondemmo fino allo sfinimento, irradiavamo ottimo umore, ricordo la serata come una delle più intense da quando faccio questo lavoro. Marco e "Gagarin" tornarono a Milano, noi dormimmo in un paesino incantevole sul lago di Lugano, a casa del compagno che aveva organizzato il tutto (Mosso, ex-Blissett dei tempi del LBP bolognese). Zapping di radio elvetiche nella notte cristallina, una voce pacata spingeva nell'etere brani di psichedelia inglese. La mattina, Mosso ci regalò chili e chili di verdura biologica e una bottiglia di sciroppo di sambuco. Partimmo, la radio ci offrì un pezzo dell'Equipe 84 e io pensavo: che bella questa comunità informale di scrittori e lettori, questa convivialità che ci tiene in piedi e ci viene incontro e non ci lascia soli; questo è ciò per cui vivo e racconto. "Bassa retorica", dirà qualcuno , ma per me è sangue nei ventricoli. E lo è anche per Philopat, da quasi trent'anni. Philopat è mosso da amore per tutto ciò che forma e tiene unite le "scene", i network, i movimenti. Racconta storie di persone che si sbattono insieme. Mi torna alla mente Diesel di Eugenio Finardi: "E io amo questa gente che si dà da fare / che vive la sua vita senza starsela a menare". Ecco, Philopat racconta di gente che si dà da fare: si dà da fare a scoprire, a occupare e gestire, resistere e rilanciare, produrre e creare, tenere contatti. [La doppia recensione prosegue qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropau… ]

  2. 5 out of 5

    Roberta Bellitto

    Bellissimo spaccato di un'epoca, di un periodo, con un racconto scorrevole e avvincente in cui anche Milano la fa da protagonista. Bellissimo spaccato di un'epoca, di un periodo, con un racconto scorrevole e avvincente in cui anche Milano la fa da protagonista.

  3. 5 out of 5

    Sara Booklover

    Una reale testimonianza degli anni del punk, vissuti in prima persona dello scrittore, ed è per questo che questo libro è di grande valore culturale. Certo... dal punto di vista della scrittura non è il massimo, poco scorrevole e macchinoso... e anche la storia guardata con il senno di poi sembra un po' stupida... pero' c'è da dire che stupida o no c'è gente che in quegli ideali ci ha creduto veramente, anche se magari per poco tempo...!! Una reale testimonianza degli anni del punk, vissuti in prima persona dello scrittore, ed è per questo che questo libro è di grande valore culturale. Certo... dal punto di vista della scrittura non è il massimo, poco scorrevole e macchinoso... e anche la storia guardata con il senno di poi sembra un po' stupida... pero' c'è da dire che stupida o no c'è gente che in quegli ideali ci ha creduto veramente, anche se magari per poco tempo...!!

  4. 4 out of 5

    Sonika

    Bello. Crudo più nei fatti che nel linguaggio. Superato lo spaesamento iniziale per la prosa senza punteggiatura (che confonde e rallenta la lettura) va avanti veloce. Una storia che volevo conoscere, piena di disillusione e rabbia. E di investimento.

  5. 4 out of 5

    Lorenzo Pulici

    autistico e protestante: fare, scoprire, gestire, resistere e ricominciare. fino allo sfinimento.

  6. 4 out of 5

    Valeria

    Non compratelo

  7. 5 out of 5

    Marta

  8. 4 out of 5

    Mauro Guarinieri

  9. 4 out of 5

    Andrea

  10. 5 out of 5

    Matteo Cupi

  11. 4 out of 5

    Vandalo

  12. 5 out of 5

    Massimo Fagarazzi

  13. 5 out of 5

    Claudio

  14. 4 out of 5

    Francesco Agresta

  15. 5 out of 5

    Mklmls

  16. 5 out of 5

    Jacopo

  17. 5 out of 5

    Carolina

  18. 5 out of 5

    Andrea Vecchio

  19. 4 out of 5

    Martina

  20. 5 out of 5

    Guillaumeish

  21. 5 out of 5

    Mackley

  22. 5 out of 5

    Ilaria Della Torre

  23. 4 out of 5

    Martina Marasco

  24. 4 out of 5

    Monaco Obbediente

  25. 4 out of 5

    Edoardo Biasini

  26. 5 out of 5

    Sonia

  27. 5 out of 5

    Giorgio Gianotto

  28. 5 out of 5

    Daniele

  29. 5 out of 5

    Gabriel Rolland

  30. 5 out of 5

    Franco Vite

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