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30 review for Abandoning a Cat: Memories of my Father

  1. 4 out of 5

    Come Musica

    Ci sono dei libri che ci vengono a trovare, un po’ come le persone che si incontrano per caso, per poi scoprire che quel caso ha in serbo un messaggio per noi. In questo racconto autobiografico, Murakami si mette a nudo e affronta il dolore della perdita del padre nell’unico modo che uno scrittore sa fare: attraverso l’uso della parola, che addomestica la memoria, per lavare il dolore dalla disperazione e dai sensi di colpa. Chi è orfano lo sa: i rapporti genitore-figlio, quando il primo non c’è Ci sono dei libri che ci vengono a trovare, un po’ come le persone che si incontrano per caso, per poi scoprire che quel caso ha in serbo un messaggio per noi. In questo racconto autobiografico, Murakami si mette a nudo e affronta il dolore della perdita del padre nell’unico modo che uno scrittore sa fare: attraverso l’uso della parola, che addomestica la memoria, per lavare il dolore dalla disperazione e dai sensi di colpa. Chi è orfano lo sa: i rapporti genitore-figlio, quando il primo non c’è più, diventano frecce appuntite che scavano nel vuoto lasciato dall’assenza. E allora bisogna scrivere, per permettere al dolore di farsi lacrime e di uscire allo scoperto. E l’inconscio sa essere fantasioso e così affiorano ricordi marginali che all’inizio sembrano senza importanza: piccole finestre da cui fuoriesce la sofferenza. Così è accaduto a Murakami: il ricordo di una gatta che con la sua famiglia decise di abbandonare, perché incinta. Oppure il ricordo di un gattino finito impigliato sui rami di un albero. Sono questi gli espedienti narrativi che hanno permesso a Murakami di riconciliarsi con la memoria di suo padre, morto in seguito a una malattia. Dai ricordi marginali, Murakami figlio è stato attratto verso il centro della sua vita, per riscoprire la figura del padre e comunicargli il suo amore filiale. “Comunque sia, quello che volevo dire con questo testo è una cosa sola: sono il figlio qualunque di un uomo qualunque. È ovvio, lo so. Ma piú mi fermo ad approfondire questa verità, piú mi convinco che tutto è sempre stato frutto del caso. Invece noi esseri umani, per tutta la vita, consideriamo un destino eventi che dipendono dal caso.” “Una delle cose che ho voluto dire in questo testo è che la guerra provoca, nella vita e nello spirito di una persona − di un anonimo, comune cittadino −, enormi e profondi cambiamenti. Cambiamenti di cui io, cosí come sono qui adesso, costituisco il risultato. Se il destino di mio padre avesse imboccato una strada anche solo un poco diversa, non sarei esistito. La storia è questo: l’unica eventualità, fra innumerevoli altre, che si è attuata, senza se e senza ma.” Caso ~ Caos ~ Destino: tre punti uniti della stessa geodetica che è la vita.

  2. 5 out of 5

    Matteo Fumagalli

    Videorecensione: https://youtu.be/0f_-zfiL4CQ Videorecensione: https://youtu.be/0f_-zfiL4CQ

  3. 4 out of 5

    Donatella Principi

    Un bellissimo racconto personale sul padre e il suo passato. Tutto inizia da un episodio "banale": Murakami e il padre vanno ad abbandonare la loro gatta adulta ma tornati a casa la gatta è lì ad attenderli. L'autore attinge da questi piccoli episodi per raccontare la sua storia, sostenendo alla fine di essere una persona qualunque, con un padre qualunque. Trovo che nella vita di tutti i giorni anche gli eventi più semplici e banali abbiano un ruolo importante. Ciò che rende le nostre vite strao Un bellissimo racconto personale sul padre e il suo passato. Tutto inizia da un episodio "banale": Murakami e il padre vanno ad abbandonare la loro gatta adulta ma tornati a casa la gatta è lì ad attenderli. L'autore attinge da questi piccoli episodi per raccontare la sua storia, sostenendo alla fine di essere una persona qualunque, con un padre qualunque. Trovo che nella vita di tutti i giorni anche gli eventi più semplici e banali abbiano un ruolo importante. Ciò che rende le nostre vite straordinarie non è l'evento speciale ma l'insieme di tanti episodi quotidiani.

  4. 4 out of 5

    Domenico Fina

    Le illustrazioni di Emiliano Ponzi sono davvero splendide, e sono la vera rivelazione del libro, il racconto più che un racconto è un resoconto schietto e sentito della vita di suo padre e del rapporto che Murakami ha avuto con lui.

  5. 5 out of 5

    Chiara

    Un Murakami introspettivo che riflette sulla relazione con il padre attraverso i ricordi, partendo dall'episodio in cui, un pomeriggio d'estate, si recarono in bicicletta sulla spiaggia di Kōroen ad abbandonare un gatto. Questo libro è un memoir della vita del padre, che vede come sfondo il Giappone alle prese con la seconda guerra mondiale, ed è proprio attraverso la vita del padre che Murakami ci mostra il suo lato più personale, in un viaggio che ci accompagnerà dalla sua infanzia all'età adu Un Murakami introspettivo che riflette sulla relazione con il padre attraverso i ricordi, partendo dall'episodio in cui, un pomeriggio d'estate, si recarono in bicicletta sulla spiaggia di Kōroen ad abbandonare un gatto. Questo libro è un memoir della vita del padre, che vede come sfondo il Giappone alle prese con la seconda guerra mondiale, ed è proprio attraverso la vita del padre che Murakami ci mostra il suo lato più personale, in un viaggio che ci accompagnerà dalla sua infanzia all'età adulta. Tutti noi custodiamo piccoli ricordi che per noi significano tanto, e in questo racconto Murakami ci svela i suoi con semplicità e tenerezza. Bellissime le illustrazioni di Emiliano Ponzi, che riescono a rendere la lettura ancora più intima.

  6. 4 out of 5

    Angy - Books Lover

    Primo libro di Murakami che leggo. È un racconto (breve) meraviglioso, purtroppo l'ho letto da ereader e non ho potuto apprezzare a pieno le immagini, conto di comprare il libro cartaceo. Parla del rapporto che ha avuto con il padre, partendo dall'abbandono di un gatto. "Sono un figlio qualunque di un uomo qualunque [..]", frase stupenda. Scrittura scorrevole ma molto molto bella. Primo libro di Murakami che leggo. È un racconto (breve) meraviglioso, purtroppo l'ho letto da ereader e non ho potuto apprezzare a pieno le immagini, conto di comprare il libro cartaceo. Parla del rapporto che ha avuto con il padre, partendo dall'abbandono di un gatto. "Sono un figlio qualunque di un uomo qualunque [..]", frase stupenda. Scrittura scorrevole ma molto molto bella.

  7. 4 out of 5

    Liboria

    Murakami racconta suo padre attraverso ostacoli importanti, come la guerra, l’istruzione frammentata e la conflittualità tra i due (talvolta con troppe informazioni poco interessanti). Una memoria accompagnata e forse rafforzata da bellissime illustrazioni di Emiliano Ponzi. Non so dare un’opinione precisa: perché infondo non è niente di più che la storia di suo padre, un racconto intimo forse scritto più per sé stesso che per gli altri. Però trovo degno di nota la riflessione sulla casualità deg Murakami racconta suo padre attraverso ostacoli importanti, come la guerra, l’istruzione frammentata e la conflittualità tra i due (talvolta con troppe informazioni poco interessanti). Una memoria accompagnata e forse rafforzata da bellissime illustrazioni di Emiliano Ponzi. Non so dare un’opinione precisa: perché infondo non è niente di più che la storia di suo padre, un racconto intimo forse scritto più per sé stesso che per gli altri. Però trovo degno di nota la riflessione sulla casualità degli eventi, infondo Murakami è consapevole di aver avuto un padre con una vita piuttosto normale, ma grazie alla successione degli eventi, lo ha portato ad essere il grande scrittore che è tutt’ora.

  8. 4 out of 5

    Tahmineh Baradaran

    کوتاه وخلاصه ، خاطراتی پراکنده از دوران کودکی نویسنده ، همان طور که افکارخودمان درخلوت ازاین شاخه به آن شاخه می پرد.بعضی جاها هم تکراری است . پدر در جنگ جهانی دوم و جنگ با چین و بیشترازآن . فکرکنم دلیل تکرار نقش "گربه " در داستانهای موراکامی رافهمیدم. کوتاه وخلاصه ، خاطراتی پراکنده از دوران کودکی نویسنده ، همان طور که افکارخودمان درخلوت ازاین شاخه به آن شاخه می پرد.بعضی جاها هم تکراری است . پدر در جنگ جهانی دوم و جنگ با چین و بیشترازآن . فکرکنم دلیل تکرار نقش "گربه " در داستانهای موراکامی رافهمیدم.

  9. 5 out of 5

    La lettrice controcorrente

    Abbandonare un gatto di Haruki Murakami (Einaudi) è stato il mio primo incontro con il famoso scrittore. Una breve storia autobiografia illustrata da Emiliano Ponzi, una coccola che mi sono concessa all'inizio di quest'anno perché cercavo una lettura semplice ma al tempo stesso abbastanza coinvolgente da portarmi lontano, e l'ho trovata. Ho sempre avuto curiosità di conoscere Murakami ma al tempo stesso ero (ma sono tutt'ora) spaventata perché ho paura di non riuscire ad apprezzarlo appieno. Il mi Abbandonare un gatto di Haruki Murakami (Einaudi) è stato il mio primo incontro con il famoso scrittore. Una breve storia autobiografia illustrata da Emiliano Ponzi, una coccola che mi sono concessa all'inizio di quest'anno perché cercavo una lettura semplice ma al tempo stesso abbastanza coinvolgente da portarmi lontano, e l'ho trovata. Ho sempre avuto curiosità di conoscere Murakami ma al tempo stesso ero (ma sono tutt'ora) spaventata perché ho paura di non riuscire ad apprezzarlo appieno. Il mio rapporto con la letteratura giapponese non è idilliaco. Ma sto divagando. Abbandonare un gatto è un racconto sul padre di Murakami che esordisce con l'episodio che dà il titolo al volume, un pretesto per raccontare la vita, e quindi il rapporto, del padre. RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it

  10. 5 out of 5

    Guido

    "Ik weet niet in welke mate dergelijke persoonlijke teksten belangwekkend zijn voor een gewone lezer", vraagt Murakami zich af op pagina 45. Het antwoord is: helemaal niet. Wel zeer fraai uitgegeven boekje. "Ik weet niet in welke mate dergelijke persoonlijke teksten belangwekkend zijn voor een gewone lezer", vraagt Murakami zich af op pagina 45. Het antwoord is: helemaal niet. Wel zeer fraai uitgegeven boekje.

  11. 4 out of 5

    Federica Rampi

    Bellissime le immagini di Emiliano Ponzi che aggiungono poesia a questo breve racconto autobiografico in cui Murakami affronta un tema che finora aveva lasciato intatto : l’intimo rapporto con il padre È il delicato ritratto di un figlio che cerca di dare voce a immagini e ricordi di vita destinati ad essere dimenticati ma che inevitabilmente lasciano un segno, simboli di quel filo che tutto collega: il vissuto la coscienza le storie e la Storia.

  12. 5 out of 5

    Emily

    Emily and her book Se vuoi tenerti aggiornato sulle mie letture e recensioni... ♥ Instagram ♥ Goodreads ♥ Altri link utili « Ma io riesco a pensare soltanto scrivendo (sono negato per la teorizzazione astratta), ho bisogno di rivangare la memoria, riconsiderare il passato e trasformarlo in parole che si vedano e in frasi che si possano leggere. » Arricchito dalle illustrazioni di Emiliano Ponzi, un racconto breve nato dalla penna di uno degli scrittori giapponesi più amati in Italia (e direi anche nel Emily and her book Se vuoi tenerti aggiornato sulle mie letture e recensioni... ♥ Instagram ♥ Goodreads ♥ Altri link utili « Ma io riesco a pensare soltanto scrivendo (sono negato per la teorizzazione astratta), ho bisogno di rivangare la memoria, riconsiderare il passato e trasformarlo in parole che si vedano e in frasi che si possano leggere. » Arricchito dalle illustrazioni di Emiliano Ponzi, un racconto breve nato dalla penna di uno degli scrittori giapponesi più amati in Italia (e direi anche nel mondo). Dal titolo fuorviante, Abbandonare un gatto ha un piccolo sottotitolo che trasforma il volume in un'aperta dedica: Dove parlo di mio padre. Per Murakami l'episodio che dà il titolo al racconto è un pretesto per iniziare a parlare del padre: indagherà la vita del padre, attraverso gli studi, la famiglia, il lavoro, soffermandosi soprattutto sul periodo di guerra e sulle scelte di vita compiute. È una dedica alla figura paterna, un inno all'affetto che prova per lui e, dal mio punto di vista, anche un modo personale dell'autore per elaborare il lutto. Nonostante la brevità del racconto, dalle pagine scaturisce il sentimento di Haruki Murakami nei confronti del padre e di quanto egli fosse legato a lui, nonostante le divergenze. Non un capolavoro né un libro che consiglierei come primo approccio all'autore, bensì più adatto ai grandi appassionati: un delicato sguardo personale sulla vita e sui sentimenti di Haruki Murakami.

  13. 4 out of 5

    Bart

    3,5 ⭐️

  14. 4 out of 5

    Rowan

    Een mooi kort verhaal. Het deed me niet zoveel als bijv. Norwegian Wood, maar ik vond het wel weer prettig weglezen en het is erg mooi vormgegeven.

  15. 5 out of 5

    Roberta

    Illustrato magnificamente, Abbandonare un gatto è un breve articolo originariamente scritto da Murakami per il New Yorker. Racconta del rapporto con il padre, legandolo in particolare a un paio di episodi della sua infanzia, una gita in bici al mare insieme al padre con l'unico scopo di abbandonare la gatta di famiglia (per quale motivo, non si ricorda) e il ricordo di un gattino che si arrampicò su un albero e non riuscì più a scendere (il padre non riuscì ad aiutarlo perché non aveva una scala Illustrato magnificamente, Abbandonare un gatto è un breve articolo originariamente scritto da Murakami per il New Yorker. Racconta del rapporto con il padre, legandolo in particolare a un paio di episodi della sua infanzia, una gita in bici al mare insieme al padre con l'unico scopo di abbandonare la gatta di famiglia (per quale motivo, non si ricorda) e il ricordo di un gattino che si arrampicò su un albero e non riuscì più a scendere (il padre non riuscì ad aiutarlo perché non aveva una scala abbastanza alta). Non l'ho abbandonato perché il testo è molto breve, a differenza invece de Il mestiere dello scrittore. Sarò io ma nei testi di non fiction di Murakami non trovo nulla. E' una lista di fatti che riguardano il padre e il loro rapporto e qualche scarna riflessione, che definire riflessione è ardito. Mi indispone e meraviglia perché amo moltissimo i suoi romanzi. Eppure.

  16. 4 out of 5

    Jurgen

    Murakami is geen meesterprozaïst, schrijft geen prachtige, wervelende zinnen, Murakami heeft een plot nodig, en personages om te boeien. Daardoor valt 'Een kat achterlaten: Herinneringen aan mijn vader toch wat tegen.' Zeker ook omdat Murakami besloot veel níet te vertellen.'With the Beatles' is daarom – plot en personages – van de twee verhalen/novellen echt de beste. Murakami is geen meesterprozaïst, schrijft geen prachtige, wervelende zinnen, Murakami heeft een plot nodig, en personages om te boeien. Daardoor valt 'Een kat achterlaten: Herinneringen aan mijn vader toch wat tegen.' Zeker ook omdat Murakami besloot veel níet te vertellen.'With the Beatles' is daarom – plot en personages – van de twee verhalen/novellen echt de beste.

  17. 4 out of 5

    Il Priorato Dei Bibliofili

    Un racconto intimo dedicato al padre di Murakami arricchito con delle bellissime immagini. Si legge molto velocemente, forse avrebbe potuto approfondire un pochino la figura paterna e i suoi ricordi di bambino. Sono 3.5⭐ in realtà, ho arrotondato in eccesso per le immagini e lo stile di scrittura.

  18. 4 out of 5

    Francesco

    “Sono il figlio qualunque di un uomo qualunque. È ovvio, lo so. Ma più mi fermo ad approfondire questa verità, più mi convinco che tutto è sempre stato frutto del caso”. Undici anni dopo la scomparsa del padre – avvenuta nell’agosto del 2008, a novant’anni – con Abbandonare un gatto, per la prima volta Murakami Haruki scrive della sua famiglia, firmando un ritratto sincero del proprio genitore. Il testo è uscito sul New Yorker ma l’edizione cartacea firmata Einaudi che oggi approda in libreria – “Sono il figlio qualunque di un uomo qualunque. È ovvio, lo so. Ma più mi fermo ad approfondire questa verità, più mi convinco che tutto è sempre stato frutto del caso”. Undici anni dopo la scomparsa del padre – avvenuta nell’agosto del 2008, a novant’anni – con Abbandonare un gatto, per la prima volta Murakami Haruki scrive della sua famiglia, firmando un ritratto sincero del proprio genitore. Il testo è uscito sul New Yorker ma l’edizione cartacea firmata Einaudi che oggi approda in libreria – pp.76 €15, tradotta con cura da Antonietta Pastore - è impreziosita dalle illustrazioni di Emiliano Ponzi, fra i più apprezzati al mondo. Sopravvissuto “all’incredibile confusione e povertà del secondo dopoguerra”, scrive l’autore di Norvegian Wood, “mio padre, Murakami Chiaki, portava sulle spalle una piccola parte della sfortuna della sua generazione”. Il romanziere, oggi 71enne, ha trascorso in casa i suoi primi diciott’anni e per richiamarne il ricordo rievoca il giorno in cui, padre e figlio, presero la bici per andare ad abbandonare una gattina. “All’epoca – alla metà degli anni Cinquanta - liberarsi di un gatto era una cosa normale che non attirava alcuna critica” ma oggi si domanda come abbia potuto acconsentire. Era una femmina, la lasciarono lì, in una scatola su quella spiaggia a due chilometri da casa. E lungo la strada di ritorno, padre e figlio, andarono a pesca di anguille per scrollarsi di dosso la tristezza. Era fatta ma al loro rientro, la gatta era già a casa, pronta ad attenderli con la coda dritta e un miagolio. Chissà, forse l’aveva preso come uno strano gioco. Anni dopo, scoprendo la storia del proprio padre, proprio il tema dell’abbandono tornerà sul piatto e a posteriori – perché il tempo scorre in una direzione soltanto, ma per comprenderlo dobbiamo andare a ritroso – comprenderà la reazione sollevata del proprio genitore a quel miagolio che ne aveva sancito la salvezza definitiva. Suo padre componeva haiku, aveva cinque fratelli e ogni mattina pregava per “le anime di chi è morto in guerra”. Ma oltre l’affetto sincero e il dolore per la sua perdita, c’era una zona d’ombra che a lungo l’autore di 1Q84 non ha osato affrontare. Sapeva che suo padre aveva indossato la divisa dell’esercito ma il suo 20° reggimento di fanteria aveva preso parte al celebre “Stupro di Nanchino”? Per decenni i giapponesi hanno negato, ancora oggi i testi scolastici sorvolano ma è noto che l’esercito giapponese per sei settimane - tra il dicembre 1937 e il gennaio 1938 - imperverserò nell’allora capitale cinese fra stupri e violenze e alla fine la conta dei morti fu terribile, con ben 300.000 vittime. Con il senno di poi, quell’incertezza, la scelta di non affrontare la questione per lungo tempo, probabilmente rivela qualcosa della personalità del celebre autore; una volta chiarito – innocente o colpevole – l’impasse sarebbe cessata e forse ciò spiega anche come mai nei suoi romanzi, difficilmente il ruolo paterno sia rivestito da figure positive. Ma oggi, con questo racconto, Murakami rivela il gran sollievo nell’aver scoperto che suo padre non era ancora stato arruolato quando avvennero i fatti e tuttavia, soffia sulle braci di un argomento ancora oggetto di polemiche; basti pensare che nel romanzo L’assassinio del Commendatore aveva ricevuto il plauso della comunità cinese poiché scrivendo del massacro di Nanchino, aveva spazzato via ogni dubbio circa la sua veridicità. In seguito, ripreso dalla stampa mondiale, aveva dichiarato: “il Giappone dovrebbe scusarsi ripetutamente per le atrocità commesse ai danni della Cina, della penisola coreana e di altri paesi coinvolti nel secondo conflitto mondiale”. E così, l’autore nipponico più volte candidato al Nobel aveva invitato i suoi colleghi a schierarsi contro il revisionismo storico. Non solo, nella nota finale a questo testo, alza la posta: “la storia non appartiene al passato. È qualcosa che fluisce nella coscienza umana, o forse nell’inconscio, è una corrente di sangue vivo e caldo che, volenti o nolenti, ci trasmettiamo da una generazione all’altra”. E allora, sarà vero – ricollegandoci alle sue parole - che è tutto frutto del caso, tuttavia non dobbiamo assolutamente perdere la nostra individualità e smarrirci nella massa.

  19. 4 out of 5

    libriconali

    Mi aspettavo di leggere una storia un po' banale che parla del rapporto tra un padre e un figlio. Non ero pronta a tutto ciò che ho poi trovato tra le pagine. È stato come quando da piccola mi sedevo sulle ginocchia di mio nonno e ascoltavo per ore la storia della sua vita. Ci sono tanti traumi e tante cicatrici in questa storia, tanti momenti importanti e motivi di crescita. Ci sono scene che ti rimangono negli occhi e frasi che feriscono come lame. "Ognuno di noi è una delle innumerevoli, anonim Mi aspettavo di leggere una storia un po' banale che parla del rapporto tra un padre e un figlio. Non ero pronta a tutto ciò che ho poi trovato tra le pagine. È stato come quando da piccola mi sedevo sulle ginocchia di mio nonno e ascoltavo per ore la storia della sua vita. Ci sono tanti traumi e tante cicatrici in questa storia, tanti momenti importanti e motivi di crescita. Ci sono scene che ti rimangono negli occhi e frasi che feriscono come lame. "Ognuno di noi è una delle innumerevoli, anonime gocce di pioggia che cadono su una vasta pianura. Una goccia che ha una sua individualità, ma è sostituibile. Eppure quella goccia di pioggia ha i suoi pensieri, ha la sua storia e il dovere di continuarla. Non lo dobbiamo dimenticare. Anche se si perde la propria individualità per essere inglobati e annullati in una qualche massa. Anzi, dovrei dire proprio perché si è inglobati in una massa."

  20. 4 out of 5

    dimitry

    Ieri sera ho deciso di prepararmi un tè nero, prendere in mano il kindle e dare l'ennesima chance a un autore che ho già capito essere tutt'altro che nelle mie corde. Ho optato per questo volume sia (lo ammetto) per la sua brevità che per il suo contenuto, in quanto è un'opera di non-fiction basata sulla figura del padre dello scrittore. Ha funzionato? Non proprio. Ci sono alcune riflessioni interessanti, ma sono solo abbozzate. Ci sono alcune frasi ben riuscite, ma sono veramente poche. Una volt Ieri sera ho deciso di prepararmi un tè nero, prendere in mano il kindle e dare l'ennesima chance a un autore che ho già capito essere tutt'altro che nelle mie corde. Ho optato per questo volume sia (lo ammetto) per la sua brevità che per il suo contenuto, in quanto è un'opera di non-fiction basata sulla figura del padre dello scrittore. Ha funzionato? Non proprio. Ci sono alcune riflessioni interessanti, ma sono solo abbozzate. Ci sono alcune frasi ben riuscite, ma sono veramente poche. Una volta ultimata la lettura mi sono detto "e quindi?", e non penso che sia la reazione che questo tipo di libri dovrebbe suscitare.

  21. 4 out of 5

    Kath Domínguez

    3.5 Me encantó como está relatado y la manera en la que una historia que puede parecer simple sobre un gato significó tanto en la vida de Murakami y la relación con su padre. Algo que me llevó del relato es que todos estamos hechos de esas pequeñas historias que nos marcan y nos hacen quienes somos.

  22. 4 out of 5

    Aryo

    È incredibile come Murakami riesca a raggiungere un livello di profondità così intenso in poche pagine. Dopo aver letto la maggior parte dei suoi romanzi, è stato bello potersi affacciare a questa piccola finestra sulla sua intimità.

  23. 4 out of 5

    GONZA

    Racconto quasi profondo - se non fosse che Murakami cerca in qualche modo di mantenere le distanze - in cui l'autore descrive suo padre per spiegare in parte se stesso ed in parte il destino che lo ha portato casualmente a nascere. I disegni sono particolarmente azzeccati e rendono l'atmosfera rarefatta della storia quasi palpabile. Racconto quasi profondo - se non fosse che Murakami cerca in qualche modo di mantenere le distanze - in cui l'autore descrive suo padre per spiegare in parte se stesso ed in parte il destino che lo ha portato casualmente a nascere. I disegni sono particolarmente azzeccati e rendono l'atmosfera rarefatta della storia quasi palpabile.

  24. 5 out of 5

    Phèdre Banshee

    Probabilmente di Murakami leggerei anche la lista della spesa, però un libricino del genere al costo di un libro normale è veramente assurdo, belle le illustrazioni eh, ma di scritto sono davvero poche righe, in carattere grande e in carta spessa.

  25. 5 out of 5

    Giulia Sabor

    Un ricordo sincero e toccante del padre da parte di Murakami, che per la prima volta si cimenta con qualcosa di autobiografico. Splendide le illustrazioni di Emiliano Ponzi.

  26. 4 out of 5

    Maria

    Le illustrazioni sono bellissime Tanto belle da determinare la mia valutazione di 4 stelle Tre stelle, invece, per il libro ( meglio il racconto )

  27. 5 out of 5

    Antonella Montesanti

    Un libricino che è un piccolo racconto personale sulla vita dell'autore e su suo padre. Un Murakami autobiografico mai visto finora. Prende spunto da un episodio in cui avevano abbandonato un gatto sulla spiaggia, che era poi tornato. Piccole riflessioni sulla vita e su come ognuno di noi sia solo una tra le mille anonime gocce di pioggia che cadono su una pianura, gocce con una propria individualità ma sostibuili. Si autodefinisce un uomo qualunque figlio di un padre qualunque. Affronta il tema Un libricino che è un piccolo racconto personale sulla vita dell'autore e su suo padre. Un Murakami autobiografico mai visto finora. Prende spunto da un episodio in cui avevano abbandonato un gatto sulla spiaggia, che era poi tornato. Piccole riflessioni sulla vita e su come ognuno di noi sia solo una tra le mille anonime gocce di pioggia che cadono su una pianura, gocce con una propria individualità ma sostibuili. Si autodefinisce un uomo qualunque figlio di un padre qualunque. Affronta il tema della guerra, di come abbia influito sulla sua vita. Ricorda, ancora grazie ad un gattino salito su un albero, come sia molto più difficile scendere che salire, anche nella vita. Non il solito Murakami onirico, ma finalmente un uomo come tanti. Consigliato.

  28. 5 out of 5

    ZiaFenice

    Dura troppo poco! Avrei continuato a leggere e leggere e leggere per ore ed ore. La scrittura di Murakami è qualcosa di unico. Un balsamo mentale soprattutto per chi è irrequieto (come me). La cosa interessante è che in realtà parla di sé per la prima volta senza parlare effettivamente di sé. Mi spiego meglio. Quello che si legge non è l'esplorare da parte di Murakami il suo rapporto con il padre bensì voler scrivere su suo padre. Volerlo presentare al lettore. Gattaro quale è, parte dall'episod Dura troppo poco! Avrei continuato a leggere e leggere e leggere per ore ed ore. La scrittura di Murakami è qualcosa di unico. Un balsamo mentale soprattutto per chi è irrequieto (come me). La cosa interessante è che in realtà parla di sé per la prima volta senza parlare effettivamente di sé. Mi spiego meglio. Quello che si legge non è l'esplorare da parte di Murakami il suo rapporto con il padre bensì voler scrivere su suo padre. Volerlo presentare al lettore. Gattaro quale è, parte dall'episodio "banale" che vede lui ed il padre partire in bicicletta per abbandonare un gatto (precisamente una gatta). Da questo punto in poi quella che si sussegue è la storia di come da quel padre così intransigente, amante dello studio e del sapere, sia nato Murakami. Un Haruki che se la madre si fosse sposata, come doveva, con un'altro uomo, se solo una piccola e minima circostanza fosse cambiata, non sarebbe mai venuto al mondo, i suoi libri mai esistiti (ma ci pensate?). Perché è questo il senso. Il partire da questo punto per parlare in realtà di riflessioni sulla guerra (che il padre ha conosciuto e vissuto in prima persona) ed il "ridimensionare" l'uomo a quello che semplicemente è, parte di un ecosistema entro cui si muove con i suoi talenti, le sue scelte e le sue azioni pratiche. Ad un certo punto dice (ed è una cosa che mi ha colpito profondamente): "sono un uomo qualunque nato da un padre qualunque". Insomma come sempre più che parlare di sé, lascia che siano i suoi ragionamenti, i suoi pensieri su quello o quell'altro tema, a parlare per lui. E forse noi lettori lo amiamo per questo. Perché in un mondo pieno di narcisisti che si presentano decantando le proprie capacità, lui semplicemente è quello che scrive e che lascerà un giorno (sí, riflette anche sulla morte). P.s. Purtroppo non sono totalmente obiettiva quando parlo di Murakami, quindi potrei averci messo più di quello che veramente lui intendeva fare con questo testo. Ma scusate la letteratura non serve anche a questo?. Buona lettura!

  29. 4 out of 5

    Marie-Paule

    Een pareltje.

  30. 5 out of 5

    Anarchic Rain

    3,5* per la precisione. Murakami ha scritto questo minuscolo racconto (magnificamente illustrato) per onorare la memoria del padre, della cui vita non sa moltissimo e quello che sa è confuso. Il libro si apre e si chiude con due episodi che riguardano i gatti, essenziali in tutta l'opera di Murakami, immancabili in ogni suo scritto. Andando al di là della valanga di informazioni inutili che ci fornisce, il messaggio è banale ma intenso: non siamo nulla al cospetto della storia, ogni nostra piccol 3,5* per la precisione. Murakami ha scritto questo minuscolo racconto (magnificamente illustrato) per onorare la memoria del padre, della cui vita non sa moltissimo e quello che sa è confuso. Il libro si apre e si chiude con due episodi che riguardano i gatti, essenziali in tutta l'opera di Murakami, immancabili in ogni suo scritto. Andando al di là della valanga di informazioni inutili che ci fornisce, il messaggio è banale ma intenso: non siamo nulla al cospetto della storia, ogni nostra piccola vita è nata dal caso e per caso morirà. Una piccola lezione di umiltà.

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