web site hit counter A Russian Beauty and Other Stories - Ebooks PDF Online
Hot Best Seller

30 review for A Russian Beauty and Other Stories

  1. 5 out of 5

    ΑνναΦ

    Personalmente non amo molto i racconti, mi infastidisce il passare da una storia ad un'altra, da un numero di personaggi ad un altro senza adeguato approfondimento – in realtà, il mio ideale di libro sarebbero i tomi intorno alle 800-1000 pagine – ma questi racconti di Nabokov, molto eterogenei per epoca di creazione e tematiche, sono bellissimi, mi sento di dire che, insieme a quelli della Woolf, sono i più bei racconti del XX secolo. Sono catalogati in rigoroso ordine cronologico, tradotti in Personalmente non amo molto i racconti, mi infastidisce il passare da una storia ad un'altra, da un numero di personaggi ad un altro senza adeguato approfondimento – in realtà, il mio ideale di libro sarebbero i tomi intorno alle 800-1000 pagine – ma questi racconti di Nabokov, molto eterogenei per epoca di creazione e tematiche, sono bellissimi, mi sento di dire che, insieme a quelli della Woolf, sono i più bei racconti del XX secolo. Sono catalogati in rigoroso ordine cronologico, tradotti in inglese sotto la meticolosa guida dell'autore, come dicevo, trattano temi diversissimi, molti sono ambientati nel mondo émigré berlinese o parigino, altri ricordi della vita in Russia prima dell'emigrazione, alcuni sono pittoreschi e anche un po' grotteschi acquerelli riecheggianti i temi da sempre cari a Nabokov: la nostalgia, l'assurdo e l'incompiuto della vita, un'ironia malinconica che pervade il tutto, ironia anche aspra, quando si addentra in un'aperta invettiva contro il regime vigente in Russia. Leggendo questi deliziosi, bellissimi acquerelli, si vede come la vita sia ben strana: la vecchietta émigrée che a Berlino attende il ritorno del giovane figlio che lavora a Parigi e si prepara ad accoglierlo, solo che è morto per un assurdo – ancora incidente – in mattinata, cadendo nel vano dell'ascensore vuoto e nessuno sa come dirglielo o interrompere i suoi festosi preparativi; due cugini, uno attore teatrale e perciò abbastanza scalcagnato, che incontra dopo anni l'altro suo cugino, più ben messo e “integrato”, che avendo un improvviso infarto decide di farsi portare a casa del posato parente, unica conoscenza in una città straniera, solo che arriva a casa di questi e lo trova...be' un po' morto, accoltellato dalla moglie, una matrona bionda assai fumantina, pare. O ancora, un'ineffabile storia d'amore dove le junghiane sinergie difettano terribilmente, tanto da rendere la vita dei due sfortunati protagonisti un rincorrersi per decenni, almeno un paio, interrotto solo dalla morte accidentale della Lei, comunque così davvero mai dimenticata. Bellissimo è poi il racconto, un po' grottesco e un po' allusivo, in cui il protagonista si perde in una biblioteca, per scoprire che fuori c'è il mondo del regime a cui la sua Russia è ormai assoggettata. Sono tutti bellissimi questi racconti, dovrei nominarli uno per uno, ma, in ultima analisi, secondo me ciò che li rende mirabili risiede nel fatto che restano impressi nella memoria visiva, come se dopo averli letti, si fosse appena usciti da una mostra pittorica di un delicato pittore impressionista. Questo grazie al suo stile ineffabile, che crea davvero un mondo nuovo e parallelo a quello del lettore, dove questi viene trasportato, se solo si lascia condurre dai dettagli minuziosi con i quali Nabokov intesse la sua trama; mi ricordo ad esempio un racconto a tema “ricordi d'infanzia”: l'annuale viaggio di famiglia verso le spiagge di Biarritz, sul treno Nord Express San Pietroburgo-Parigi (una sorta di Orient Express in senso contrario) dove si apprende che la carrozza del treno era di legno di castagno marrone (non semplicemente di un blando marrone), e i sedili di velluto blu oltremare. Sembra davvero di esser su quella carrozza simil OE, in viaggio con lui e le sue sinestesie e memorie fotografiche di prim'ordine. Cura del dettaglio che trasporta davvero in un mondo parallelo, linguaggio sovente poetico e distacco ironico anche nel descrivere le grandi tragedie, sono ciò che rendono Nabokov Nabokov, e certo che di azzeramenti esistenziali lui se ne intendeva. Che ne sarebbe stato di lui, se dopo aver perduto, come si suol dire, tutto – beni, amici, patria, ben presto parti della sua famiglia – non avesse avuto tutto se stesso, un se stesso di prim'ordine, fortunato lui: vasta cultura, background, sensibilità, una passione totalizzante (la scrittura e la letteratura, in questo caso), che alla fine è sempre ciò che salva, la curiosità e il coraggio di guardare sempre a una nuova pagina di vita, anche se piena di incognite. Sarebbe forse diventato un misero émigré desolato, preda dell'alcool e di una disperazione senza rimedio. Non so, forse esagero un tantino, ma questi racconti, al di là del grande godimento che danno leggendoli, forse, tra le righe, nascondono anche dei piccoli-grandi insegnamenti di vita. Io li rileggerò senz'altro.

  2. 4 out of 5

    Hans Castorp

    Nabokov escribe tan bien que realmente decepciona el aburrimiento que provocan algunos de sus relatos. Por destacar tres especialmente interesantes: 'Una belleza rusa' (un frágil y triste devenir por la vida), 'Labios contra labios' (un intento mediocre de ser escritor) y 'El círculo' (una añoranza juvenil encantadora). Nabokov escribe tan bien que realmente decepciona el aburrimiento que provocan algunos de sus relatos. Por destacar tres especialmente interesantes: 'Una belleza rusa' (un frágil y triste devenir por la vida), 'Labios contra labios' (un intento mediocre de ser escritor) y 'El círculo' (una añoranza juvenil encantadora).

  3. 4 out of 5

    Bookfreak

    ΜΙΑ ΡΩΣΙΔΑ ΚΑΛΛΟΝΗ 4/5 ΣΥΝΝΕΦΟ, ΚΑΣΤΡΟ, ΛΙΜΝΗ 3/5 ΧΡΟΝΟΣ ΚΑΙ ΠΑΡΑΚΜΗ 3/5 ΑΝΑΚΟΙΝΩΝΟΝΤΑΣ ΤΑ ΝΕΑ 3/5 ΕΝΑΣ ΟΡΜΗΤΙΚΟΣ ΤΥΠΟΣ 3/5 ΜΙΑ ΥΠΟΘΕΣΗ ΤΙΜΗΣ 5/5

  4. 4 out of 5

    Amanda

    Thank fucking god Solus Rex didn't turn into an entire novel. Unholy christ. Thank fucking god Solus Rex didn't turn into an entire novel. Unholy christ.

  5. 4 out of 5

    Venus

    2.0/ Dos estrellas porque están “bien” escrito. Pongo las comillas porque está lo necesariamente bien escrito. No es terrible, no es maravilloso, no es nada que me cause emociones de ningún tipo. Quizá sea porque no estoy en aquella época o porque los temas de los que escribió no me interesaban, pero lo que sé es que terminar cada cuento me costó. Me aburrieron todos. Ninguno me dejo nada. Los terminaba de leer y me daba cuenta que había tenido la misma sensación de desinterés durante todo el cu 2.0/ Dos estrellas porque están “bien” escrito. Pongo las comillas porque está lo necesariamente bien escrito. No es terrible, no es maravilloso, no es nada que me cause emociones de ningún tipo. Quizá sea porque no estoy en aquella época o porque los temas de los que escribió no me interesaban, pero lo que sé es que terminar cada cuento me costó. Me aburrieron todos. Ninguno me dejo nada. Los terminaba de leer y me daba cuenta que había tenido la misma sensación de desinterés durante todo el cuento. Con el único que quizá pegué un poco más la nariz a las páginas fue con “La mala noticia”. Creo que no fue el mejor lugar para empezar con Nabokov, escucho mejores recomendaciones.

  6. 5 out of 5

    Stavros Gioldasis

    Πιο κοντά στο 3,5.

  7. 5 out of 5

    no_more_color

    Nabokov's Wikipedia entry says that the author did not believe that literature should teach, and his stories do not. Nabokov does not seem concerned with telling intelligible stories at all, but works like an abstract painter, placing his words to evoke certain moods the way a painter arranges his hues to capture specific emotions, without regard to whether the scene is comprehensible or "real." Predominantly, the evoked emotion is confusion: "Ultima Thule" is a blizzard of gibberish, while the Nabokov's Wikipedia entry says that the author did not believe that literature should teach, and his stories do not. Nabokov does not seem concerned with telling intelligible stories at all, but works like an abstract painter, placing his words to evoke certain moods the way a painter arranges his hues to capture specific emotions, without regard to whether the scene is comprehensible or "real." Predominantly, the evoked emotion is confusion: "Ultima Thule" is a blizzard of gibberish, while the other stories exhibit this trait to greater or lesser degrees. The bits of lucidity that break through capture humanity's negative qualities in stark relief. For example, in "The Circle," Innokentiy is frustrated that he has not been invited to a specific house for dinner, "just to have the pleasure of haughtily refusing." Large chunks of the stories may be hard to follow, but we never doubt that his characters are sad, grotesque and bitter. Only two instances of characters experiencing genuine happiness come to mind, and readers should be familiar enough with Nabokov's sadism by those points in the book to expect that it won't last. The characters are unsympathetic and unlikable, even when they are relatable. The stories are so devoid of hope that "empty" doesn't properly describe them. They are vacuums, depressing for the sake of being hopeless, and they might suck out your soul. In other words, reading these stories was a real bummer.

  8. 4 out of 5

    David Sogge

    Written before the second world war mainly in Berlin for a readership limited to Russian exiles, these stories seem like museum-pieces; they hardly resonate today. Even as sources of clues about what life in Berlin was like as political catastrophe took shape in the 1930s, they have almost nothing to tell us. They range from a razor-sharp satire about would-be writers and the corruption of literary magazines (‘Lips to Lips’) to micro-melodramas (‘Breaking the News’) to extended psycho-dramas ('A Written before the second world war mainly in Berlin for a readership limited to Russian exiles, these stories seem like museum-pieces; they hardly resonate today. Even as sources of clues about what life in Berlin was like as political catastrophe took shape in the 1930s, they have almost nothing to tell us. They range from a razor-sharp satire about would-be writers and the corruption of literary magazines (‘Lips to Lips’) to micro-melodramas (‘Breaking the News’) to extended psycho-dramas ('An Affair of Honor') and even a melodrama (‘The Potato Elf’) whose bathos curled my toes, and led me to ask, How could Nabokov bring himself to publish such rubbish? Some stories are straightforward. But ‘Ultima Thule’ is inscrutable. Its characters purport to speak with the departed, and with each other in stiff academic utterances such as ‘But anything you might term a deduction already exposes the flaw: logical development inexorably become an envelopment.’ Whew! Literary historians and fans of Nabokovian board games may be fascinated, but with the exception of ‘Lips to Lips’, this collection was for me an irritating bore.

  9. 5 out of 5

    Maurizio Manco

    "So bene che il mio cervello è condannato, che il terrore che ho provato una volta, l'inerme paura di esistere, prima o poi mi raggiungerà ancora, e allora non vi sarà più salvezza." (Terrore, p. 138) "Tutto se ne va così. Svaniscono l'armonia e il senso. Il mondo torna a infastidirmi con il suo mutevole vuoto." (Il leonardo, p. 366) "La mia vita è un addio perpetuo agli oggetti e alla gente, che spesso non fa alcun caso al mio amaro, breve, folle saluto." (In memoria di L. I. Šigaev, p. 374) "… i "So bene che il mio cervello è condannato, che il terrore che ho provato una volta, l'inerme paura di esistere, prima o poi mi raggiungerà ancora, e allora non vi sarà più salvezza." (Terrore, p. 138) "Tutto se ne va così. Svaniscono l'armonia e il senso. Il mondo torna a infastidirmi con il suo mutevole vuoto." (Il leonardo, p. 366) "La mia vita è un addio perpetuo agli oggetti e alla gente, che spesso non fa alcun caso al mio amaro, breve, folle saluto." (In memoria di L. I. Šigaev, p. 374) "… i ricordi, lunga ombra crepuscolare di una nostra precipua verità." (Primavera a Fial'ta, p. 436)

  10. 4 out of 5

    Caterina

    Potrei rileggere questi racconti tanto frequentemente da impararli a memoria, e non mi verrebbero mai a noia. Ho particolarmente apprezzato quelli di carattere autobiografico. Lo stile è impareggiabile, altamente evocativo, a volte fiabesco o onirico, capace di richiamare d'un colpo alla mente mille vividissime immagini, come la morbidezza della luce dietro il vetro opaco di una porta che si affaccia su una strada berlinese nell'umida sera novembrina. Potrei rileggere questi racconti tanto frequentemente da impararli a memoria, e non mi verrebbero mai a noia. Ho particolarmente apprezzato quelli di carattere autobiografico. Lo stile è impareggiabile, altamente evocativo, a volte fiabesco o onirico, capace di richiamare d'un colpo alla mente mille vividissime immagini, come la morbidezza della luce dietro il vetro opaco di una porta che si affaccia su una strada berlinese nell'umida sera novembrina.

  11. 5 out of 5

    Karen

    Bleak and beautiful. Spare and sometimes hopeful. That is the gift of Vladimir Nabokov.

  12. 4 out of 5

    l.

    not quite

  13. 5 out of 5

    E.J. Cullen

    Who cares where his stories go, or if they (often) go nowhere - it's the linguistic trampoline that keeps you bouncing. Who cares where his stories go, or if they (often) go nowhere - it's the linguistic trampoline that keeps you bouncing.

  14. 5 out of 5

    Eileen Sainsbury

    This was the second reading of this collection of short stories, many years have passed since the first reading. Interesting, but a little bit disappointing, too. Nabokov certainly had a mind and style of his own!

  15. 4 out of 5

    Gea.

    Review here: https://corridoiolaterale.wordpress.c... Review here: https://corridoiolaterale.wordpress.c...

  16. 4 out of 5

    James

    Nabokov can do no wrong.

  17. 4 out of 5

    Federico

    Esta edición que leí es una cagada

  18. 4 out of 5

    Rocío

    En un principio podría resultar una lectura un tanto light, como para leer en el colectivo o —ahora que se complica— apurar el Goodreads challenge. Igual quería agregarla a mis libros recomendados; me gustaría decir que es porque toda la prosa de Nabokov es bienvenida en esta cuenta pero me siento incómoda con la afirmación. "Traduttore traditore", con "Lolita" esto no pasaba (tendré que aprender ruso). Bueno. Hay algo en los cuentos de la antología, en su esencia y en su forma, que me dejó una En un principio podría resultar una lectura un tanto light, como para leer en el colectivo o —ahora que se complica— apurar el Goodreads challenge. Igual quería agregarla a mis libros recomendados; me gustaría decir que es porque toda la prosa de Nabokov es bienvenida en esta cuenta pero me siento incómoda con la afirmación. "Traduttore traditore", con "Lolita" esto no pasaba (tendré que aprender ruso). Bueno. Hay algo en los cuentos de la antología, en su esencia y en su forma, que me dejó una sensación rara. Los textos, tan ligeros, van cayendo cada vez más pesados a medida que se anuda la narración y finalizan no con un desenlace sino con un apretón final al nudo. El apretón no permite la catarsis pero tampoco deja al lector en una situación tensionante, ya lo había preparado para el shock.

  19. 5 out of 5

    Kezia

    Nabokov's last short stories written in Russian, translated by the author and his son. As testament to the accessibility of these stories, many were printed in U.S. publications in the sixties and seventies (New Yorker, Playboy to name two). These capture his Berlin years and Russian expat culture, so 'Russophiles' will also appreciate them. Standouts include two portions or sketches of a novel he never revisited, a comic duel over an unfaithful wife, and a tragic performing dwarf. A theme of un Nabokov's last short stories written in Russian, translated by the author and his son. As testament to the accessibility of these stories, many were printed in U.S. publications in the sixties and seventies (New Yorker, Playboy to name two). These capture his Berlin years and Russian expat culture, so 'Russophiles' will also appreciate them. Standouts include two portions or sketches of a novel he never revisited, a comic duel over an unfaithful wife, and a tragic performing dwarf. A theme of unfulfilled potential runs throughout the unrelated stories, but his gift shines. It would be impossible for me to imagine reading these stories if they were translated by anyone else.

  20. 4 out of 5

    Wigglecandy

    While I thought some of the stories were boring or babble there were a few that made reading this collection worthwhile. I liked "An Affair of Honor", but I particularly enjoyed "A Dashing Fellow". Even though the character was repugnant I found that I still liked him, and the closing of the story was great. Nabokov seems to like revisiting a lot of the same themes in his short stories. There's a lingering presence of a couple from the Details of a Sunset and Other Stories collection and, I think While I thought some of the stories were boring or babble there were a few that made reading this collection worthwhile. I liked "An Affair of Honor", but I particularly enjoyed "A Dashing Fellow". Even though the character was repugnant I found that I still liked him, and the closing of the story was great. Nabokov seems to like revisiting a lot of the same themes in his short stories. There's a lingering presence of a couple from the Details of a Sunset and Other Stories collection and, I think possibly, an early formulation of Invitation to a Beheading in one of them. All in all a fair and easy read.

  21. 4 out of 5

    John

    Decent stories. Quite a wide variety. Some were simple, everyday life. Others were deeply figurative. My favorite was “The Visit to the Museum.” It was a brilliant tale of the nightmare feelings Nabokov had for the Soviet Union, and how it turned nonsense into reality, and robbed him of his Russia.

  22. 4 out of 5

    Maureen

    Pretty good, and very different in style and tone from the two of his novels that I've read. With some exceptions, these stories have simpler, less emotional, language, and are much bleaker in plot. Maybe I'm just imagining things, but it just feels more Russian. "The Leonardo" was probably my favorite story overall. Pretty good, and very different in style and tone from the two of his novels that I've read. With some exceptions, these stories have simpler, less emotional, language, and are much bleaker in plot. Maybe I'm just imagining things, but it just feels more Russian. "The Leonardo" was probably my favorite story overall.

  23. 5 out of 5

    Juliane

    A great collection of short stories. I liked every single one.

  24. 5 out of 5

    Jean-Baptiste

    Short stories, very well written of course and with a lot of melancholy and humor. This said, a bit light to read, imho.

  25. 5 out of 5

    Konstantinos

    3,5/5

  26. 5 out of 5

    Peter

    A lovely series of short sketches of post-revolution Russian émigrés living in Berlin.

  27. 5 out of 5

    Salvatore Leone

    Spare, depressing stories, all well written, and quite different from his novels. Recommend.

  28. 5 out of 5

    Shawn

    Read most of the stories. I'll get around to the last few some time in the future. Really enjoyed all of them, especially the one that took place in the museum. Read most of the stories. I'll get around to the last few some time in the future. Really enjoyed all of them, especially the one that took place in the museum.

  29. 5 out of 5

    Abigail

    Eminently readable.

  30. 4 out of 5

    J

    uplifting is not a word i would use to describe this book

Add a review

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Loading...
We use cookies to give you the best online experience. By using our website you agree to our use of cookies in accordance with our cookie policy.