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Stelle di pietra - Le incisioni rupestri di Monte Cotrozzi e le origini di Lucca

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In provincia di Lucca c'è un monticello che cela un mistero all'apparenza insolubile: Monte Cotrozzi e le sue incisioni rupestri fatte di fori, canaletti e coppelle uniti in un reticolato indecifrabile. Nessuno sa dare ragione di un simile enigma e le ipotesi di appassionati e "addetti ai lavori" si arrendono prive di appigli scientifici e riscontri concreti. Gli autori ra In provincia di Lucca c'è un monticello che cela un mistero all'apparenza insolubile: Monte Cotrozzi e le sue incisioni rupestri fatte di fori, canaletti e coppelle uniti in un reticolato indecifrabile. Nessuno sa dare ragione di un simile enigma e le ipotesi di appassionati e "addetti ai lavori" si arrendono prive di appigli scientifici e riscontri concreti. Gli autori raccolgono una serie di dati attingendo alle più varie discipline: dall'archeologia alla storia dell'arte, dalla linguistica all'antropologia per giungere infine all'astronomia. Solo unendo i contributi di ogni singola scienza inizia a delinearsi un percorso, un filo rosso, una via possibile per interpretare quei segni misteriosi e l'ipotesi di lettura che ne nasce si rivela straordinaria e semplice allo stesso tempo, quasi scontata, conferma dell'intima natura umana, delle nostre ataviche e inalienabili necessità. Un viaggio alle origini non solo di Lucca, ma di quel primordiale bisogno di eternità che ci ha reso uomini, animali coscienti di se stessi e del proprio tempo, e per questo desiderosi di andare oltre, di lasciare una traccia di sé fino a confondersi con ciò che di più duraturo "possediamo", le stelle.


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In provincia di Lucca c'è un monticello che cela un mistero all'apparenza insolubile: Monte Cotrozzi e le sue incisioni rupestri fatte di fori, canaletti e coppelle uniti in un reticolato indecifrabile. Nessuno sa dare ragione di un simile enigma e le ipotesi di appassionati e "addetti ai lavori" si arrendono prive di appigli scientifici e riscontri concreti. Gli autori ra In provincia di Lucca c'è un monticello che cela un mistero all'apparenza insolubile: Monte Cotrozzi e le sue incisioni rupestri fatte di fori, canaletti e coppelle uniti in un reticolato indecifrabile. Nessuno sa dare ragione di un simile enigma e le ipotesi di appassionati e "addetti ai lavori" si arrendono prive di appigli scientifici e riscontri concreti. Gli autori raccolgono una serie di dati attingendo alle più varie discipline: dall'archeologia alla storia dell'arte, dalla linguistica all'antropologia per giungere infine all'astronomia. Solo unendo i contributi di ogni singola scienza inizia a delinearsi un percorso, un filo rosso, una via possibile per interpretare quei segni misteriosi e l'ipotesi di lettura che ne nasce si rivela straordinaria e semplice allo stesso tempo, quasi scontata, conferma dell'intima natura umana, delle nostre ataviche e inalienabili necessità. Un viaggio alle origini non solo di Lucca, ma di quel primordiale bisogno di eternità che ci ha reso uomini, animali coscienti di se stessi e del proprio tempo, e per questo desiderosi di andare oltre, di lasciare una traccia di sé fino a confondersi con ciò che di più duraturo "possediamo", le stelle.

2 review for Stelle di pietra - Le incisioni rupestri di Monte Cotrozzi e le origini di Lucca

  1. 5 out of 5

    Tanabrus

    Sono da sempre un appassionato non praticante della archeoastronomia, e di quella che l’ala conservatrice degli archeologi considera fantarcheologia. Sono un fan di Graham Hancock, e a suo tempo mi rilessi più volte Impronte degli Dei, affascinato dalle ipotesi e dalle prove portate dall’autore a sostegno delle sue tesi sconvolgenti. A parte lo stupore di ritrovare, seppure più in piccolo, qualcosa di simile a due passi da casa mia, e a parte l’orgoglio che a scrivere questo libro sia stato un mio Sono da sempre un appassionato non praticante della archeoastronomia, e di quella che l’ala conservatrice degli archeologi considera fantarcheologia. Sono un fan di Graham Hancock, e a suo tempo mi rilessi più volte Impronte degli Dei, affascinato dalle ipotesi e dalle prove portate dall’autore a sostegno delle sue tesi sconvolgenti. A parte lo stupore di ritrovare, seppure più in piccolo, qualcosa di simile a due passi da casa mia, e a parte l’orgoglio che a scrivere questo libro sia stato un mio caro amico d’infanzia, posso solo dire che non mi dilungherò molto su questo saggio, gettando in anticipo la spugna riguardo l’essere obiettivo. Come cavolo faccio a fingere obiettività? Nah, meglio lasciar perdere in partenza. Questo libro piacerà a chi ama la storia antica, ma davvero antica. La storia prima dei romani, al tempo degli etruschi e anzi addirittura andremo a scavare in quello che c’era dalle mie parti anche prima che ci fossero gli etruschi. Chi abitava questi posti? Chi aveva creato una sorta di stellario di pietra su un monticello da queste parti, e per quale ragione? E poi, potrà davvero essere uno stellario quella pietra con incisi fori e linee? E come mai questi fori e queste linee sono così ricorrenti? Archeologia, astronomia, linguistica, storia antica, miti e religioni. Tutto confluisce in questa opera, con alle spalle uno studio davvero pazzesco da parte degli autori, che non si traduce in un libro pesante o noioso anche grazie allo stile scelto. Uno stile colloquiale e quasi scherzoso, che a tratti mi ha fatto pensare a un pubblico completamente a digiuno di tutto ciò di cui parla, e magari parecchio giovane per età. L’unico difetto che posso appuntargli -oltre allo stile adottato, che almeno all’inizio ha impiegato parecchio tempo a convincermi- è l’eccessiva timidezza con la quale i due autori propongono la loro teoria, come fossero timorosi di sembrare troppo arditi nelle loro ipotesi o temessero le accuse degli archeologi. Un continuo mettere le mani avanti che spesso mi ha fatto pensare “ma via, dite chiaramente che pensate questo e quest altro! Show man no fear…” Un difetto, se così vogliamo chiamarlo, davvero di poco conto.

  2. 4 out of 5

    Flavia's diary

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